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Il sentiero dell’allume

Sentiero CAI 502

Dislivello in salita: 500 m
Dislivello in discesa: 500 m
Durata: 3 ore
Difficoltà: E
Sviluppo del percorso: 8,4 km

Acqua: non sono presenti fontane o sorgenti lungo il percorso
Attrezzatura necessaria: scarponi da trekking e indumenti a strati tecnici
Attrezzatura aggiuntiva consigliata: bastoncini da trekking.
Pranzo: colazione al sacco

Percorso (traversata): Fango (150 m), Monte Cito (220 m), Piazza de La Pera “Caulare” (380 m), Piazza S.Barbara (160 m), Piazza Maio (130 m).

Mezzi di trasporto:

  • per chi parte da Napoli: nave fino ad Ischia (orario di partenza da Napoli ore 6.15 traghetto da Porta di Massa; ore 7.35 aliscafo da Molo Beverello) – Bus fino Lacco Ameno (fermata Liceo Scientifico)
  • per chi parte da Ischia: mezzi propri o bus fino a Lacco Ameno (fermata Liceo Scientifico) e poi di percorre un tratto a piedi.

Appuntamento per i soli prenotati: ore 10.00 nella piazza della località Fango frazione di Lacco Ameno, raggiungibile con mezzi propri (percorrendo l’anello stradale principale dell’isola) o con bus da Ischia Porto CS o 1 o 2, fino a Lacco Ameno (fermata Liceo Scientifico) e percorrendo un tratto a piedi, oppure scendere a Casamicciola (Piazza Marina) e poi prendere il bus n 14 fino a Fango. Si fa presente, per chi venisse con mezzi propri, che l’arrivo sarà in una zona diversa della partenza.
Rientro previsto per Napoli: l’ultima nave per Napoli (Porta di Massa) è alle ore 20.15.

Descrizione del percorso
Il percorso parte dall’antico borgo agricolo del Fango, nel comune di Lacco Ameno, dove attraverso un sentiero (oggi per la maggior parte strada carrabile) bordato di rose canine, valeriane, ginestre, mirti, eriche e lentischi, si arriva fino al campo fumarolico di Monte Cito ( 220 m). Qui i gas sono costituiti per la maggior parte da vapore acqueo, ma sono presenti anche piccole concentrazioni di altri elementi, tra i quali i solfati che danno origine all’alunite, da cui poi si ricava l’allume. Nel campo fumarolico, è inoltre presente una flora caratteristica ed in particolare il (papiro delle fumarole), tipico delle zone tropicali ed esistente in Europa solo ad Ischia. L’itinerario prosegue percorrendo una mulattiera “la via dei carri”, che in epoca storica era usata per trasportare l’alunite dalla zona di estrazione a quella di lavorazione e poi al porto di Casamicciola. Il sentiero è delimitato dalle tipiche murature a secco (“le parracine”). Il sentiero si snoda attraverso un bosco di castagni proseguendo verso valle e raccordandosi col sentiero di collegamento che porta alla zona di lavorazione. L’ultimo tratto della strada sterrata per arrivare all zona cosiddetta delle “Caulare” (le caldaie) è lastricata con la tipica roccia locale (il tufo verde). Si arriva a questo punto in una zona sub pianeggiante, ricoperta di castagni, dove era sita l’industria di lavorazione dell’allume. Lungo il percorso sono riscontrabili elementi litici che apparentemente sembrano estranei al contesto geologico della zona; rappresentano infatti gli scarti di lavorazione dell’allume. In questa zona sono ancora riscontrabili le vasche di lavoraizone dell’alunite (le caulare appunto). Quella meglio conservata ha un diamentro di circa 5 metri ed un’altezza di 1 metro. L’itinerario, proseguendo tra i castagneti, si collega ad una stradina carrabile che raggiunge il Piazzale di via S. Barbara, da dove si gode di una bellissima vista dall’alto di Casamicciola, Lacco Ameno e della terraferma. L’itinerario si conclude con l’arrivo a Maio, antico centro di Casamicciola, da dove è possibile raggiungere le antiche zone termali di Bagni e la Rita.

Peculiarità
Quest’itinerario percorre l’antica via Crateca, denominata dai contadini del luogo via “dei Carri” che, anticamente, dalla località Fango (sito importante in passato per lo sviluppo del termalismo isolano, essendo una zona di raccolta naturale ed antropica di fanghi, usati poi nell’industria termale) metteva in comunicazione i luoghi di estrazione dell’allume (Bianchetto, Montecito) con le zone di lavorazione (Piazza del LA Pera o “Caulare”). Quest’ultima è stata interezzata da num,erose frane che hanno determinato l’interruzione della strada con i luoghi di estrazione e la scomparsa di una sorgente ivi presente. L’area tuttavia conserva ancora la morfologia e le testimonianze archeologico-industriali del passato.
Il complesso assetto del territorio isolano ha comportato la realizzazione di una capillare rete di collegamenti (sentieri, mulattiere, ripide gradinate), spesso scavati negli strati rocciosi, mentre i terreni coltivati, scanditi dai terrazzamenti, venivano sostenuti da una tipica muratura a secco di contenimento: le “parracine”. Sono certamente un gioiello d’abilità tecnica, conoscenza del territorio ed utilizzo dei materiali a disposizione. Costruite con pietre laviche o tufo verde, senza l’utilizzo di calce in modo da permettere lo scorrimento delle acque pluviali, impediscono così l’allagamento dei terreni.
Da un punto di vista naturalistico è di notevole interesse il cyperus polystachyus. Specie della famiglia delle cyperaceae, affine alle graminacee. Pianta non comune che vive in zone tropicali e subtropicali e in Europa solo nell’Isola d’Ischia, ove si è adattata perché ha trovato un terreno riscaldato dal vapore acqueo delle fumarole, per cui si è realizzato un microclima caldo umido adatto alle sue esigenze di crescita. E’ questo il motivo per cui riesce a sopravvivere anche d’inverno nelle stazioni fumaroliche ischitane dove vive.

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